“Un Paese meraviglioso”

Qualche anno fa, viaggiando in macchina lungo le autostrade italiane, era impossibile non imbattersi nei grandi cartelloni di Autostrade per l’Italia. Strategicamente piazzati nei pressi delle uscite che conducevano a città d’arte, borghi storici o paesaggi iconici, recitavano: “Sei in un Paese meraviglioso”. Uno slogan semplice, ma efficace, pensato per ricordare la straordinaria ricchezza culturale e paesaggistica dello Stivale, capace davvero di lasciare senza parole in ogni suo angolo.

Da qualche stagione, però, quella frase mi torna in mente per motivi ben diversi. Ogni volta che leggo dichiarazioni o decisioni surreali provenienti dai vertici della Lega Serie A, dalle fantasiose ipotesi di giocare partite di campionato in Australia alla pirateria trasformata nel capro espiatorio di tutti i mali del sistema, e mi fermo qui perché ce ne sarebbero da elencare mille, resto puntualmente colpito dall’audacia con cui De Siervo e compagnia riescono a esporsi pubblicamente.

E viene quasi da chiedersi se, viaggiando su e giù per l’Italia, quei cartelloni li abbiano mai notati anche loro.

Perché quando si arriva al punto in cui la Lega arriva a scontrarsi con la Prefettura di Roma con un quasi sprezzante “non penso proprio”, fino addirittura a fare ricorso al TAR per l’incapacità di organizzare una giornata di campionato senza sovrapporla agli Internazionali d’Italia, allora sì: c’è ancora spazio per stupirsi.

E forse bisogna ammetterlo: in quanto a livelli di confusione, improvvisazione e ridicolizzazione istituzionale, siamo davvero in un Paese meraviglioso.

Mirko Goretti