Finalmente, l’Ombrellino

Fin dalla primissima volta che ho sentito in telecronaca Nicola Roggero pronunciare l’espressione che ha conseguentemente dato vita a questo progetto, che se non ricordo male era un Manchester United-Liverpool di metà anni ‘10 del duemila, me ne sono inevitabilmente innamorato.

Ancora andavo alle medie, con in testa la confusione di chi ha fissazioni temporanee e zero idee su chi o cosa voler diventare. Con il passare del tempo però, il mondo della stampa sportiva è stato per me come una calamita: anche se spesso qualche peculiare avversità della vita portava alla repulsione dal sogno editoriale, non c’era via di scampo, era destino che qualcosa dovesse nascere.
Sarà stata la solitudine del bus 20, che non arrivava mai e che quando lo prendevo io per andare a lezione era sempre mezzo vuoto, sarà stata l’impazienza di voler costantemente esorcizzare pensieri sul calcio e su ciò che gli sta intorno, sarà stata quella maledetta frase che Roggero tirava fuori dal cilindro ad ogni gol-partita dopo l’ottantacinquesimo. Fatto sta che è nato questo progetto: inizialmente occasionale e talvolta trascurato, ma che non poteva non diventare qualcosa di più grande.

La nuova veste, che va ad integrare quotidianamente il feed e l’archivio del progetto è qualcosa che mi rende orgoglioso, mi rende vivo, definisce ciò che era stato già indirizzato e corona un progetto per iniziare subito a scrivere un nuovo capitolo.

Come un gol che chiude il match, e subito testa alla prossima.

Eccolo lì, l’Ombrellino nel Long Drink.

Mirko Goretti